Tipologia: storico, paesaggistico e culturale
Distanza indicativa: 44 km
Stavolta il percorso proposto attraversa una delle aree più strategiche e meno raccontate della Toscana meridionale, dove il paesaggio è stato modellato dal tema del confine: confine politico, militare e naturale tra Amiata, Maremma e area del tufo. Si parte da Santa Fiora, lasciandosi alle spalle l’acqua e i boschi del borgo per entrare in un territorio più aspro, segnato da dorsali, vallate profonde e presìdi fortificati.
🌲 La Selva: il convento e la leggenda del “Cifero Serpente”
L’area della Selva di Santa Fiora è uno dei luoghi in cui natura, storia e racconto popolare si sovrappongono in modo quasi naturale. Nel cuore del bosco si trova il Convento della Santissima Trinità, complesso di origine medievale ampliato tra Quattrocento e Rinascimento dagli Sforza di Santa Fiora, sorto lungo antichi percorsi di pellegrinaggio e immerso in una fitta abetina che ancora oggi ne amplifica il carattere appartato e simbolico.
Il convento fu frequentato anche in età lorenese: una lapide ricorda la visita del Granduca Leopoldo II di Toscana nel XIX secolo, segno dell’importanza che questo luogo rivestiva non solo sul piano religioso, ma anche politico e territoriale all’interno del Granducato.
Alla Selva è legata anche una delle leggende più celebri dell’Amiata, quella del Drago della Selva (o Cifero Serpente). Secondo la tradizione, un mostruoso animale avrebbe terrorizzato la popolazione fino a quando Guido Sforza lo avrebbe ucciso, portandone la testa come prova al convento. La reliquia, ancora oggi visibile, è probabilmente un cranio di origine esotica, ma il racconto continua a vivere come simbolo della relazione profonda tra il bosco, la paura e il bisogno di protezione collettiva.
Oggi la Selva unisce paesaggio forestale, memoria storica e dimensione leggendaria, offrendo una delle letture più suggestive del rapporto tra uomo, natura e immaginario in questa parte di Toscana.
🏰 Rocca Silvana: potere, miniere e controllo visivo
Il cuore dell’itinerario è la Rocca Silvana, una delle fortificazioni più imponenti dell’area amiatina. Di origine medievale e legata al sistema di potere degli Aldobrandeschi, la rocca aveva una funzione strategica cruciale: controllare le vie interne della valle del Fiora e le aree legate all’estrazione del cinabro, risorsa fondamentale per l’economia locale.
Dalla rocca si gode di vedute spettacolari sulla valle, sui rilievi circostanti e sui boschi della Selva: un punto privilegiato per comprendere come lo sguardo fosse uno strumento di governo del territorio. I restauri hanno restituito leggibilità alle strutture murarie, permettendo oggi una visita che unisce architettura militare e paesaggio.
🏘️ Triana: un borgo costruito per difendere
Scendendo dalla rocca si raggiunge Triana, piccolo borgo arroccato su uno sperone roccioso. L’abitato conserva una struttura compatta e chiaramente difensiva, con resti di fortificazioni e affacci controllati sul territorio. Triana è l’esempio perfetto di insediamento di confine, dove la forma del paese è dettata più dalla necessità di protezione che da esigenze di espansione.
🏡 Cellena: tracce antiche e paesaggio rurale
L’itinerario prosegue verso Cellena, oggi una delle frazioni più piccole della zona, ma significativa per leggere la continuità insediativa del territorio. Nei dintorni si trovano tracce di frequentazioni antiche e siti come Corte Vecchia, che testimoniano una presenza etrusca e medievale legata alla gestione agricola e al controllo delle risorse. Cellena offre anche aperture panoramiche verso la valle e la campagna maremmana, segnando il passaggio dalla dimensione fortificata a quella rurale.
Perché sceglierlo
Un itinerario ideale per chi vuole scoprire castelli, borghi fortificati e punti panoramici fuori dai circuiti più noti, leggendo il paesaggio come risultato di strategie militari, risorse economiche e adattamento umano. Perfetto per chi ama le strade secondarie e i luoghi che raccontano il territorio attraverso rocche, leggende, viste ampie e insediamenti essenziali, più che attraverso grandi monumenti.


