Tipologia: naturalistico, paesaggistico e culturale
Distanza indicativa: 107 km (ricarica a Sovana e Saturnia)
Variante Vitozza: 114 km (ricarica a Sovana e Pitigliano)
Questo itinerario scende dal versante amiatino verso la Maremma etrusca, attraversando uno dei territori più fortemente identitari dell’Italia centrale. Si parte da Santa Fiora, lasciandosi alle spalle l’acqua e i boschi dell’Amiata per entrare in un paesaggio completamente diverso, dove il tufo diventa materia architettonica, strada, rifugio e memoria.
N.B: Si tratta di un percorso ampio e stratificato, che concentra in un solo anello una quantità di luoghi e contenuti che, letti con calma, richiederebbero almeno tre giorni di viaggio. Gli itinerari di InBorgo permettono di affrontarlo in modo consapevole, selezionando le tappe di maggiore interesse e scegliendo dove fermarsi e approfondire, senza la pretesa di “vedere tutto”, ma con l’obiettivo di capire il territorio attraverso alcuni punti chiave.
🗿 Sorano: la città scavata e le vie cave
La prima tappa è Sorano, uno dei luoghi più rappresentativi della civiltà del tufo. Qui il borgo cresce letteralmente dalla roccia, ma è nel territorio circostante che si legge uno degli elementi più straordinari di questa area: le vie cave etrusche, profondi corridoi scavati nel tufo, utilizzati come vie di collegamento, percorsi rituali e accessi simbolici alla città. Le pareti verticali, modellate nel tempo da incisioni e canalizzazioni, raccontano un uso del territorio che unisce funzione pratica e significato culturale. Le vie cave di Sorano sono tra le più spettacolari e aiutano a comprendere come il paesaggio fosse vissuto e attraversato già in epoca etrusca.
🏛️ Sovana: necropoli, vie cave e paesaggio sacro
Il percorso prosegue verso Sovana, antico centro etrusco e nodo fondamentale dell’itinerario. Qui il paesaggio funerario è ancora leggibile in modo straordinario grazie alle grandi necropoli etrusche, tra cui spiccano la Tomba Ildebranda, uno dei monumenti funerari più imponenti dell’Etruria, e la necropoli di Poggio Felceto. Le tombe monumentali, insieme alle vie cave come quella di San Sebastiano, costruiscono un sistema coerente in cui insediamento dei vivi e spazio dei morti dialogano direttamente con il paesaggio. Sovana è anche una tappa strategica per la ricarica, oltre che uno dei luoghi più adatti per una breve camminata archeologica.
✡️ Pitigliano: tufo, convivenza e identità
Da Sovana si raggiunge Pitigliano, dove il tufo diventa struttura urbana e simbolo identitario. Oltre al sistema di vie cave e ambienti ipogei, Pitigliano è nota come la Piccola Gerusalemme per la presenza secolare della comunità ebraica. Sinagoga, museo, forno delle azzime e cantine scavate raccontano una storia di convivenza culturale unica, che si riflette anche nelle tradizioni gastronomiche locali.
♨️ Saturnia: l’acqua come rito, non come attrazione
L’itinerario prosegue verso Saturnia, uno dei luoghi termali più antichi d’Italia. Le sorgenti, utilizzate già in epoca etrusca e romana, non erano pensate come “benessere” nel senso moderno, ma come luoghi sacri, terapeutici e sociali. Le acque calde che scorrono alle Cascate del Mulino raccontano una continuità millenaria nell’uso dell’acqua come strumento di cura e aggregazione. Saturnia rappresenta anche una tappa funzionale per la ricarica, prima di proseguire verso l’ultimo tratto.
🏰 Semproniano: il margine del mondo etrusco
Prima del rientro a Santa Fiora, l’itinerario tocca Semproniano, borgo fortificato che segna uno dei limiti storici di questo sistema territoriale. Qui il paesaggio si fa più essenziale e aperto, chiudendo il percorso con una chiara percezione del territorio di confine, tra aree etrusche, romane e medievali.
🔀 Variante Vitozza: abitare la roccia fino all’età moderna
La variante attraverso Vitozza aggiunge uno dei capitoli più affascinanti dell’itinerario. Vitozza è un vasto insediamento rupestre abitato per secoli, composto da abitazioni scavate, chiese rupestri, vie cave e strutture difensive, utilizzate continuativamente fino al Settecento. Qui il tufo non è solo materiale, ma ambiente di vita, adattato alle esigenze quotidiane di comunità contadine in equilibrio con un territorio difficile. La variante rafforza la lettura antropologica dell’itinerario, mostrando una continuità di pratiche abitative che attraversa l’antichità e arriva quasi alla modernità.
Perché sceglierlo
Un itinerario pensato per chi vuole comprendere la Maremma etrusca come sistema territoriale completo, fatto di necropoli monumentali, vie cave da percorrere a piedi, borghi scavati, acqua sacra e luoghi abitati fino a tempi recenti. Perfetto per chi ama i paesaggi forti, l’archeologia vissuta sul campo e le storie di lunga durata, dove geologia, cultura e identità si fondono in modo inseparabile.


